Kalinic si sveglia, il Milan no È frenata col Sassuolo: 1-1

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Nikola Kalinic, autore del pari rossonero. Afp

Nikola Kalinic, autore del pari rossonero. Afp

A San Siro finisce in pareggio con il Sassuolo che si conferma bestia (rosso)nera. Il Milan vede ridurre le speranze Champions, prima drasticamente (sul gol di Politano) e poi di nuovo riaccese nel finale dal pari di Kalinic. Stavolta ridurre la distanza dall’Inter non porterebbe con sé il sogno Champions ma solo una rivincita nel confronto cittadino. Il Milan che sogna ancora il quarto posto deve guardare più a Sud, alle romane appaiate a 60 punti.

non si passa — Per mantenere viva la speranza i rossoneri avevano necessità di vincere. Gattuso aveva scelto il solito Cutrone e il solito blocco, eccezion fatta per Abate al posto di Calarbia. Iachini nel Sassuolo rinunciava al centravanti (e nel primo tempo specialmente pagava la scelta) affidandosi ai soli Berardi e Politano davanti. Il Milan entra stanco ma poi, con il passare dei minuti, si rianimava: ascoltati i consigli di Gattuso che in panchina si sgolava per chiedere ritmo e soprattutto velocità. Rapidità d’esecuzione è effettivamente ciò che al Milan della prima frazione manca: spesso davanti al portiere avversario ma incapace di scegliere – in fretta – la miglior cosa da fare. Nullo il Sassuolo, che tiene praticamente inoperoso Donnarumma. Le azioni pericolose del Milan si sprecano, ma senza esser mai decisive: Kessie dopo pochi secondi trova un cross che gli sbatte tra faccia e petto a un metro dalla porta, Biglia che taglia per Cutrone su cui è fondamentale la deviazione di Peluso, Suso un paio di volte da fuori area con il suo classico mancino a giro, un doppio tentativo ancora di Kessie che sbatte entrambe su Consigli, infine un occasione dalla sinistra per Cahlanoglu. Il Milan era stato sfortunato anche con Romagnoli, k.o. per un problema muscolare dopo pochi minuti e sostituito da Musacchio.

DOPPIE PUNTE — La ripresa è la fotocopia del primo tempo, se non per qualche differente interprete in campo. Il Milan è quello con l’atteggiamento più spregiudicato, nella disposizione e nella sostanza. Gattuso toglie Abate per André Silva (più tardi Cutrone per Kalinic) e la sua squadra resta quasi costantemente in possesso di palla. Gli avversari rinunciano a Matri o Babacar, i centravanti di scorta, e praticamente ad avere una presenza nella metà campo avversaria, se non in un’occasione a metà tempo con Ragusa. Il calcio ha però regole tutte sue e al 30’ della ripresa il Sassuolo passa: errore in disimpegno della difesa rossonera – Bonucci il principale indiziato - e Politano che dalla distanza zittisce Gigio (e San Siro). L’assist è di Mazzitelli. Altre brutte notizie rossonere: Bonucci ammonito, salterà il Napoli per squalifica. Il resto è il solito – improduttivo – possesso palla rossonero, anzi con il passare dei minuti calano le speranze e anche le occasioni da gol. La più limpida la spreca Kalinic di testa su spunto di Calhanoglu. Nel finale però è lo stesso croato, il più discusso dei suoi, a rimettere la partita in pareggio: stop, torsione e palla all’angolino basso. Bonaventura in extremis dalla distanza manca il raddoppio rovescia partita. Non è molto ma un piccolo passo è: la strada per la Champions è sempre più in salita, ma almeno, lassù in cima, è ancora visibile.

 Alessandra Gozzini 

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