La svolta di Milik-Diawara Ma allora la panchina c'è... E cancella la lite di Insigne

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Se le cose dovessero andare in un certo modo, che a Napoli nominano con fatica, questi quattro minuti dell'8 aprile 2018, contro il Chievo, potrebbero con facilità essere indicati come quelli della Svolta, con la s maiuscola. Quattro minuti prima il campionato era virtualmente finito, quattro dopo lo stadio intero cantava "Un giorno all'improvviso", con un entusiasmo che non si vedeva da settimane, da quando sembrava aver preso piede una certa rassegnazione alla vera o presunta "superiorità della Juventus". E gli uomini della Svolta, in una squadra che si recita quasi sempre come quelle che andavano dall'uno all'undici, sono stati due "panchinari": Milik e Diawara.

Insigne litiga col pubblico. GettyInsigne litiga col pubblico. Getty

Insigne litiga col pubblico. Getty

Insigne litiga col pubblico. Getty

lite insigne — Una delle panchine meno utilizzate della Serie A arriva come l'eroe di un film americano a ribaltare una situazione che stava assumendo contorni negativi anche oltre il risultato, con il battibecco reiterato e prolungato fra Lorenzo Insigne e il suo pubblico. Si poteva aprire un caso sul quel rumoreggiare e sui gesti ("State zitti") del numero 24 . Invece Milik e Diawara hanno cancellato anche questo, come gli errori dei titolari inamovibili Mertens (dal dischetto) e Koulibaly (che innesca l'azione del gol dei "mussi"). E Lorenzo cantava col pubblico nel finale. Milik e Diawara: due risorse di Sarri, dalle storie personali decisamente diverse.

il ritorno di milik — Il polacco premeva da un po', alle spalle del tridente che fu delle meraviglie e che ora pare un po' inceppato: recuperato dall'infortunio, aveva messo insieme spezzoni sempre più lunghi e sempre più convincenti. Col Sassuolo era andato vicino al gol, con il Chievo lo ritrova dopo 232 giorni: l'ultimo era arrivato il 19 agosto 2017 contro il Verona, prima del secondo infortunio. Arkadiusz non fa giri di parole: "Questi mesi sono stati veramente duri per me. Il gol mi fa felice, ma soprattutto conta la vittoria. La strada è ancora lunga, dobbiamo stare tranquilli perché abbiamo molto rispetto per la Juve: giocano bene e vincono, ma con 4 punti di distacco non è ancora finita". Bisognerà fargli posto, ora, magari con l'assetto visto nel finale.

Arkadiusz Milik festeggia. Getty

Arkadiusz Milik festeggia. Getty

come yaya — Di Amadou Diawara,invece, si erano perse le tracce da un po', ma il guineano stava benissimo. Dopo una prima della stagione in cui quasi si alternava con Jorginho in regia (complice la Champions) era praticamente scomparso dai radar, con l'ultima da titolare in campionato a ottobre, e poi spezzoni, molto brevi. La squalifica dell'azzurro lo ha rilanciato titolare, e lui, che nelle precedenti 68 partite in A non aveva mai segnato,nel recupero si è inventato quel tiro a giro. Una illuminazione, dopo una partita ordinata ma senza squilli, per uno che in campionato ha tirato 3 volte nello specchio. In carriera, non in una partita. "Io spero di arrivare un giorno ai livelli di Yaya Touré - dice Amadou -. Il gol lo dedico a mia mamma che è morta un anno prima che arrivassi in Italia. Gioco poco? Bisogna chiedere a Sarri, ma io lo ringrazio per le opportunità che mi dà. E In questa fase in cui fatichiamo perché davanti segnano di meno devo dare anch'io una mano". Il Napoli ha due armi in più, per la volata finale. E soprattutto, ha una volta finale da giocarsi.

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